Illusione di Abilità Finanziaria

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Perché i Fondi Attivi hanno performance scadenti?

In un video pubblicato sul canale YouTube Psicologia Finanziaria ho commentato una mail ricevuta da un utente di Psicologia Finanziaria che mi ha sottoposto la sua disastrosa posizione di investimento in Fondi e Sicav con un consulente finanziario.

In breve, gli avevano appioppato una ventina di fondi attivi sia azionari che obbligazionari, acquistati a inizio 2022. Dopo 30 mesi, le perdite sono ancora importanti, nonostante che i mercati abbiano avuto consistenti recuperi nel frattempo.

Abbiamo sottolineato due cose in quel video: la prima, che i fondi attivi prescelti sono stati sistematicamente peggiori dei benchmark a cui si riferivano su tutte le distanze: da inizio anno, a un anno, a tre anni. E la seconda osservazione è che i costi di gestione caricati su questi fondi sono altissimi.

Come sempre, nei miei video, affrontiamo i temi in modo semplice e comprensibile anche per non addetti ai lavori. Vediamo allora cosa sono i fondi attivi e fondi passivi. Trovi tutto nel video seguente oppure, se preferisci, prosegui nella lettura.

Illusione di Abilità Finanziaria: come i gestori dei fondi attivi sottoperformano sistematicamente gli indici

I fondi attivi sono gestiti da professionisti del settore che cercano di battere il proprio mercato di riferimento attraverso una selezione (che si presume accurata) dei titoli e del momento di entrata e uscita.

Cosa è il mercato di riferimento di un fondo? E’ l’ambito in cui il gestore ha mandato di operare: ad esempio “Azionario USA Small Caps” significa che quel fondo investirà in azioni di aziende degli Stati Uniti di bassa capitalizzazione, cioè piccole e medie aziende quotate.

Operando in modo attivo quel gestore selezionerà quelle aziende che a suo modo di vedere, in un particolare momento, offrono migliori prospettive di crescita di altre. Strategia che comprende anche la scelta del momento che si ritiene giusto per acquistarle o venderle, in base alla volatilità (fluttuazioni in alto e in basso) dei valori del mercato.

Come si fa a sapere se il gestore è stato più bravo del mercato? Si confronta il risultato su varie durate (mensile, da inizio anno, a un anno, tre anni e così via) rispetto a un indice di quel mercato di riferimento, che viene chiamato in gergo “benchmark”.

Come viene calcolato il benchmark? Viene calcolato considerando tutti i titoli che compongono quel mercato: nel caso citato Azionario USA Small Caps il benchmark rifletterà l’andamento di TUTTE le azioni americane quotate a media/bassa capitalizzazione.

In un fondo passivo invece il gestore non fa alcuna selezione di quali azioni e quando comprarle e venderle, limitandosi a replicare il benchmark (con varie strategie di replica, più o meno efficienti, che qui per semplicità omettiamo). Spesso si associa il concetto di Fondo Passivo agli ETF (Exchange Trated Funds), perché la maggior parte degli ETF sono passivi.

Ma esistono anche ETF a gestione attiva, così come esistono Fondi e SICAV a gestione passiva. In un altro articolo spiegheremo nel dettaglio le reali differenze strutturali tra ETF e Fondi.

Torniamo al nostro discorso: considerando che un gestore attivo professionista può evitare di acquistare aziende di cattiva qualità e può invece selezionare le migliori intuitivamente si può concludere che un fondo attivo è da preferire rispetto a uno passivo che è costretto a “prendere” tutto.

Sorprendentemente invece numerosi studi dimostrano che, nel lungo termine, i fondi passivi tendono a superare in performance i fondi attivi.

Uno studio interessante: il rapporto annuale SPIVA

Lo SPIVA (S&P Indices Versus Active Funds), confronta la performance dei fondi attivi con gli indici di mercato.

I risultati mostrano che una grande maggioranza dei fondi attivi non riesce a battere il proprio benchmark di riferimento nel lungo termine (ma neppure nel breve e nel medio).

Questo avviene nonostante le risorse, le competenze e la tecnologia a disposizione dei gestori. Per esempio, nel mercato azionario statunitense, quasi il 90% dei fondi attivi non riesce a superare l’indice S&P 500 su un orizzonte temporale di 15 anni.

SPIVA – Performance fondi attivi vs S&P 500 – anno 2023

Alla base di questo fenomeno si trova quello che il premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman ha definito “Illusione di Abilità Finanziaria”.

Che cos’è l’Illusione di Abilità Finanziaria?

L’Illusione di Abilità Finanziaria è la convinzione diffusa che i gestori di fondi attivi possano costantemente selezionare titoli vincenti e battere il mercato grazie alla loro abilità e competenza.

Questa convinzione è radicata nella percezione che il successo passato di un gestore sia un indicatore affidabile del suo successo futuro. Tuttavia, Kahneman, insieme a molti altri studiosi, ha dimostrato che questo non è altro che un mito.

Anche se un gestore ha successo in un determinato arco temporale, questo è spesso più il risultato del caso piuttosto che di una reale abilità.

Sono poi da considerare i costi elevati dei fondi attivi: se il gestore fosse “bravo come il mercato”, comunque finirebbe per fare peggio dei fondi passivi principalmente a causa dei costi elevati associati alla gestione attiva, come commissioni di ingresso, di gestione e spese varie.

Oltre alla possibile applicazione di una gabella davvero irritante: le commissioni di performance che in alcuni fondi attivi vengono prelevate quando in un certo periodo il gestore attivo batte il benchmark.

Perché irritanti: perché quando il gestore invece va peggio rispetto al benchmark, che è nella stragrande maggioranza dei casi, non restituisce commissioni al cliente.

La Radice Psicologica dell’Illusione di Abilità Finanziaria

L’Illusione di Abilità Finanziaria non è solo un errore di valutazione tecnica, ma ha profonde radici psicologiche.

Gli esseri umani sono inclini a vedere modelli e cause dove non esistono.

Quando un gestore attivo registra una serie di buone performance, siamo naturalmente portati a credere che sia dotato di una particolare abilità.

Tuttavia, come ha dimostrato Kahneman, gran parte di questa apparente abilità è il risultato del caso.

In uno scenario caratterizzato da un gran numero di gestori, è statisticamente inevitabile che alcuni di loro ottengano risultati straordinari, anche se solo per puro caso.

Consideriamo anche la nostra innata tendenza a costruire narrazioni coerenti del passato. Si forma in noi una sorta di illusione di capire il passato che incoraggia fortemente la convinzione di prevedere il futuro.

I fenomeni finanziari, come i crolli delle borse quando si verificano, con il senno del poi hanno una facilissima lettura.

“Era ovvio che accadesse”… e il giorno dopo i guru della finanza offrono resoconti assai convincenti, e siccome nel periodo precedente hanno detto tutto e il contrario di tutto, facilmente estrapoleranno una loro affermazione, una frase di un intervista, un pezzo piccolo a piacere di un contenuto pubblicato e diranno che loro “lo avevano previsto”.

Si crea così una significativa convinzione di abilità finanziaria, sia nei professionisti che molto spesso anche nei dilettanti, esaltati da momenti di gloria dei propri investimenti che genera una irrealistica fiducia nelle proprie capacità e competenze.

Questa overconfidence è un aspetto ben documentato della psicologia degli investimenti e contribuisce ulteriormente alla scarsa performance dei fondi attivi.

Il Ruolo degli Investitori

L’Illusione di Abilità Finanziaria non riguarda solo i gestori, ma anche gli investitori.

Molti investitori, attratti da promesse di rendimenti superiori, continuano a preferire i fondi attivi nonostante le prove schiaccianti a favore dei fondi passivi.

Questa preferenza è alimentata da una combinazione di fattori, tra cui le convincenti argomentazioni dei consulenti finanziari, ovviamente interessati a collocare prodotti con alti caricamenti commissionali, ma anche la semplice mancanza di consapevolezza dei dati reali.

Conclusione: serve Consapevolezza Finanziaria

L’Illusione di Abilità Finanziaria è un concetto cruciale per comprendere le dinamiche del mercato degli investimenti.

Come ha dimostrato Kahneman, la fiducia nelle capacità dei gestori di fondi attivi è spesso mal riposta e può portare a scelte finanziarie subottimali.

Per gli investitori, riconoscere questa illusione è il primo passo verso decisioni più informate e razionali. In un mondo in cui l’accesso alle informazioni è in continuo aumento, la consapevolezza dei propri limiti e l’adozione di strategie semplici ma efficaci, come l’investimento passivo, rappresentano le chiavi per il successo finanziario a lungo termine.

Io credo che una sempre più efficiente diffusione di informazioni e l’educazione finanziaria (che è la mia mission e lo scopo del canale e del sito Psicologia Finanziaria) saranno sempre più cruciali.

Sempre più investitori stanno comprendendo i benefici di una strategia di investimento passiva, che, oltre a offrire rendimenti superiori nel lungo termine, riduce lo stress e l’impegno associati alla selezione dei gestori e dei titoli.

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