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Emozioni e Denaro: Introduzione alla Finanza Comportamentale

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La comprensione delle proprie finanze può sembrare un percorso che si snoda attraverso numeri, grafici e previsioni. Ma il brand stesso di questo servizio, “Psicologia Finanziaria”, fa immediatamente intuire che le finanze personali e gli investimenti sono fortemente influenzati da qualcosa di profondamente radicato in noi: le nostre emozioni.

Benvenuti nel mondo della finanza comportamentale.

Cos’è la Finanza Comportamentale?

La finanza comportamentale è una sottodisciplina dell’economia che esamina come le emozioni e le imperfezioni cognitive influenzano le decisioni finanziarie. Contrariamente alla teoria economica classica, che presume razionalità e informazione completa, la finanza comportamentale riconosce che gli individui spesso agiscono in modo irrazionale a causa di bias e emozioni.

La finanza comportamentale studia fenomeni come l’avversione alle perdite, l’eccessiva fiducia e l’ancoraggio, cercando di comprendere perché le persone prendono decisioni finanziarie che potrebbero sembrare controintuitive o non ottimali: tra poco illustreremo queste ed altre distorsioni psicologiche, dette anche “bias”.

Se chiedi a qualsiasi investitore esperto, ti dirà che una delle sfide più grandi nell’investimento è proprio quella di saper gestire le proprie emozioni: la conoscenza della finanza comportamentale aiuta quindi a creare strategie più efficaci per gli investitori, sapendo come neutralizzare o prevenire errori psicologici di giudizio e quindi de-contaminare le decisioni.

Oltre a questo, molti movimenti di mercato sono causati principalmente dalla somma di fenomeni comportamentali dei singoli individui: comprendere la finanza comportamentale significa quindi comprendere meglio i movimenti dei mercati finanziari.

I principali autori di Finanza Comportamentale

La finanza comportamentale ha avuto molti contributori influenti nel corso degli anni. Ecco alcuni degli autori più celebri in questo campo e alcune delle loro opere più rilevanti:

  1. Daniel Kahneman
    • Autore del best-seller “Thinking, Fast and Slow” (“Pensieri lenti e veloci”). Kahneman, vincitore del Premio Nobel per l’Economia, esplora in questo libro la dualità della mente umana e come le nostre decisioni vengano influenzate dalle risposte intuitive e dai processi di pensiero più lenti e deliberati.
  2. Amos Tversky
    • Tversky ha lavorato insieme a Kahneman in moltissimi studi e ricerche. Sono noti per la loro teoria delle prospettive, che esamina come le persone valutino le perdite e i guadagni potenziali.
  3. Richard H. Thaler
    • La sua opera più conosciuta è “Misbehaving: The Making of Behavioral Economics” (“Il comportamento scorretto: La nascita della finanza comportamentale”). Molto nota anche “Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness” (“Spinta: Migliorare le decisioni riguardo salute, ricchezza e felicità”), quest’ultimo scritto insieme a Cass R. Sunstein. Thaler è un altro vincitore del Premio Nobel per l’Economia, noto per il suo lavoro sui bias cognitivi e sul “nudging”, ovvero piccole spinte che possono aiutare le persone a prendere decisioni migliori.
  4. Robert J. Shiller
    • In “Irrational Exuberance” (“Euforia irrazionale”) e “Animal Spirits: How Human Psychology Drives the Economy, and Why It Matters for Global Capitalism” (“Spiriti animali: Come la psicologia umana guida l’economia e perché è importante per il capitalismo globale”), Shiller, anch’egli vincitore del Premio Nobel, ha esaminato le bolle speculative e come le percezioni possono influenzare i mercati.

Questi sono solo alcuni degli autori chiave nel campo della finanza comportamentale. Le loro ricerche e scritti hanno gettato le basi per una migliore comprensione di come psicologia e economia si intreccino e influenzino le decisioni finanziarie.

Come la memoria finanziaria influenza le decisioni successive

La memoria finanziaria gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui le persone prendono decisioni economiche. Si riferisce alla capacità di una persona di ricordare e riflettere sulle proprie esperienze finanziarie passate, che a loro volta influenzano le decisioni future. Vediamo come ciò avviene:

  1. Le Esperienze Precedenti come punto di riferimento: Le persone tendono a usare le proprie esperienze passate come punto di riferimento o benchmark. Ad esempio, se qualcuno ha vissuto un periodo di recessione e ha perso denaro in investimenti, continua a riferirsi a quel periodo, anche se la situazione attuale è totalmente diversa.
  2. Pregiudizi Affettivi: Le esperienze precedenti contengono un contenuto emotivo, che può anche influenzare le decisioni attraverso ciò che gli psicologi chiamano “pregiudizi affettivi”, distorsioni sistematiche nelle decisioni finanziarie causate proprio dalle nostre risposte emotive.
  3. Overgeneralizzazione: Un’ulteriore conseguenza di di esperienze precedenti e pregiudizi affettivi è quella di generalizzare eccessivamente da un’esperienza singola o da un piccolo numero di esperienze. Ad esempio, chi ha avuto un’esperienza negativa con un consulente finanziario, potrebbe evitare di lavorare con consulenti in futuro, presumendo che tutti operino allo stesso modo.
  4. Rinforzo dell’Azione: Se una particolare azione o decisione ha portato a risultati positivi in passato, è probabile che un individuo la ripeta in futuro, sperando in risultati simili. Questo rinforzo può diventare problematico se le condizioni di mercato cambiano e la stessa azione non produce più gli stessi risultati.
  5. Influenza Culturale e Generazionale: La memoria finanziaria non è solo individuale, ma può anche essere condivisa a livello culturale o generazionale. Ad esempio, coloro che hanno vissuto periodi di grave instabilità economica, possono trasmettere ai loro discendenti una mentalità di “risparmio” e una profonda diffidenza verso il debito.

Euforia e Panico: come le emozioni generano i cicli di mercato

Due delle emozioni più prevalenti e impattanti nel contesto del mercato finanziario sono l’euforia e il panico ed entrambe possono creare distorsioni significative nei mercati e nelle decisioni individuali.

L’euforia nel contesto finanziario si riferisce a uno stato di eccessivo ottimismo e eccitazione riguardo agli investimenti e al mercato in generale. Durante i periodi di euforia, gli investitori tendono a sovrastimare il mercato e ignorare i segnali di rischio, comportandosi come se l’andamento positivo continuerà indefinitamente.

L’euforia può anche alimentare il cosiddetto comportamento gregario, dove gli investitori seguono ciecamente la folla per paura di perdersi opportunità di guadagno.

La paura di non partecipare a questa corsa all’oro, viene spesso indicata come FOMO, acronimo di “Fear Of Missing Out“, ed è spesso la forza trainante dietro le bolle speculative, quando il prezzo degli asset finanziari supera di gran lunga il loro valore intrinseco.

Poi, quando la bolla scoppia, i prezzi degli asset crollano, lasciando gli investitori con significative perdite, perché in questa fase subentra un significativo panico finanziario.

Si assiste a un’estrema ansia o paura nel mercato, spesso in risposta esagerata a notizie o tendenze negative. Si scatenano quindi vendite massicce da parte degli investitori che cercano di evitare ulteriori perdite, ancora una volta, come nella fase di euforia, senza guardare ai fondamentali economici delle azioni o fondi di cui ci si vuole disfare velocemente.

Durante i periodi di panico la propensione al rischio crolla diventando una vera e propria avversione, e in molti finiscono per ritirare i loro fondi anche da investimenti solidi.

C’è da sottolineare che Euforia e Panico sono tra di loro interconnesse.

Ciclicità dei Mercati: I mercati spesso passano da periodi di euforia a periodi di panico, creando un ciclo di boom e recessione che può influenzare significativamente i portafogli degli investitori.

Correzione del Mercato: L’euforia può portare a prezzi gonfiati e il successivo panico può correggere questi eccessi, portando i prezzi più in linea con i fondamentali economici reali.

Opportunità e Rischi: Entrambe le emozioni creano opportunità e rischi. L’euforia può permettere di realizzare profitti se si prende atto che i valori del mercato sono diventati irrazionali e quindi ci si accontenta dei guadagni sino a quel momento realizzati. Analogamente, il panico può presentare opportunità d’acquisto a prezzi scontati per investitori avveduti. Tuttavia, nessuno può convincermi che ci sono persone che sanno esattamente quando è il momento giusto di vendere e quello di comprare.

Tutti gli pseudo-guru finanziari che promettono facili guadagni cavalcando queste onde grazie ai loro (improbabili) sistemi di trading fanno soldi alle spalle di investitori un po’ creduloni e molto incauti.

Gli investitori saggi cercano di mantenere un approccio bilanciato e razionale in tutti i mercati, evitando di farsi trascinare nell’euforia collettiva o di reagire eccessivamente al panico. Comprendere l’effetto di queste emozioni può fornire preziose intuizioni comportamentali e aiutare a navigare con più sicurezza attraverso la turbolenza finanziaria.

L’Effetto di Ancoraggio nella Finanza Comportamentale

L’effetto di ancoraggio è un fenomeno psicologico che descrive la nostra tendenza a fare affidamento pesantemente su una singola informazione, chiamata ancora, quando prendiamo decisioni. Questo effetto ha implicazioni significative nel mondo della finanza, poiché può influenzare come valutiamo il valore di un investimento, decidiamo quanto pagare per un’azione, o come reagiamo alle fluttuazioni del mercato.

Quando ci viene presentato un valore (l’ancora), inconsciamente lo usiamo come punto di riferimento per tutte le successive valutazioni o decisioni. Anche se quella cifra è arbitraria o irrilevante, può influenzare fortemente le nostre percezioni e decisioni.

Di seguito alcuni esempi in ambito finanziario.

  1. Valutazione di un’Azione: Se un investitore vede che un’azione era precedentemente valutata a 100€ e ora è a 80€, potrebbe percepire l’azione come un “affare”, ancorandosi al precedente prezzo di 100€, anche se l’analisi fondamentale suggerisce che l’azione vale meno di 80€.
  2. Negoziazione: In una negoziazione di prezzo, la prima cifra menzionata spesso funge da “ancora”. Se un venditore chiede 1.000€ per un bene, l’acquirente potrebbe negoziare a partire da quella cifra, anche se il valore reale del bene potrebbe essere significativamente inferiore.
  3. Reazioni alle Notizie del Mercato: Se un analista prevede che una particolare azienda avrà un profitto di 5€ per azione e successivamente viene riportato un profitto di 4,50€ per azione, gli investitori potrebbero reagire negativamente. Questo, nonostante 4,50€ possa essere ancora un buon risultato, perché erano ancorati alla previsione di 5€.

L’effetto di ancoraggio può portare a decisioni finanziarie subottimali. Gli investitori potrebbero:

  • Pagare troppo per un asset basandosi su prezzi storici invece che su valutazioni attuali.
  • Trattenere un investimento in perdita, sperando che ritorni al suo “vero valore” ancorato, anche quando le evidenze suggeriscono il contrario.
  • Trascurare nuove informazioni rilevanti, rimanendo fissati su un punto di riferimento precedente.

Come Mitigare l’Effetto di Ancoraggio?

  1. Educazione e Consapevolezza: Riconoscere l’effetto di ancoraggio è il primo passo per mitigarlo. Essere consapevoli di come le cifre iniziali possano influenzare le decisioni può aiutare gli investitori a prendere pause e riflettere prima di agire.
  2. Focalizzarsi sui Fondamentali: Guardare oltre i numeri e valutare gli asset basandosi su analisi fondamentali solide.
  3. Rivedere le Decisioni: Periodicamente, è utile rivedere le decisioni finanziarie per assicurarsi che non siano state influenzate indebitamente da ancoraggi irrazionali.

L’effetto di ancoraggio è una potente forza psicologica nella finanza comportamentale. Avere una profonda comprensione di questo pregiudizio e adottare strategie per contrattaccarlo può portare a decisioni finanziarie più informate e razionali.

Il Bias di Conferma nelle Decisioni di Investimento

bias di conferma finanza comportamentale

Uno dei pregiudizi cognitivi più noti e pericolosi nel mondo dell’investimento è quello che si manifesta quando le persone cercano, interpretano o ricordano informazioni in un modo che conferma le proprie convinzioni preesistenti, dando meno peso o ignorando completamente le informazioni che le contraddicono.

Come Funziona?

Il cervello umano è programmato per cercare schemi e coerenza. Quando ci imbattiamo in informazioni che sono in linea con le nostre attuali convinzioni o aspettative, tendiamo a darle più valore e attenzione. Al contrario, quando incontriamo dati o fatti che sfidano le nostre opinioni, potremmo sminuirli, ignorarli o interpretarli in modo da farli rientrare nel nostro schema di credenze.

Ecco alcuni esempi nell’ambito finanziario:

  1. Ricerca Selettiva: Un investitore che è positivo su un’azione specifica potrebbe cercare solo analisi e notizie che supportano la sua opinione sull’azione e ignorare quelle che presentano una visione contraria.
  2. Interpretazione di Dati: Se un rapporto trimestrale mostra sia aspetti positivi che negativi di un’azienda, un investitore con il bias di conferma potrebbe dare più rilevanza alle notizie positive e minimizzare quelle negative.
  3. Persistenza in Scelte Sbagliate: Un investitore potrebbe trattenere un investimento in perdita troppo a lungo, ignorando i segnali negativi, perché è concentrato solo sulle informazioni che confermano la sua decisione iniziale di acquisto.

Come Mitigare il Bias di Conferma?

  1. Educazione e Consapevolezza: Riconoscere l’esistenza del bias di conferma è essenziale. Saperlo può aiutare a interrogarsi criticamente sulle proprie decisioni e sulle informazioni che si considerano.
  2. Consultare Fonti Diverse: Quando si effettua una ricerca o si analizza un investimento, è benefico consultare una varietà di fonti, comprese quelle che potrebbero avere opinioni contrarie.
  3. Revisori Esterni: Discutere le decisioni di investimento con terzi, come consulenti finanziari o colleghi fidati, può fornire una prospettiva esterna e identificare potenziali pregiudizi.
  4. Rivedere Periodicamente le Decisioni: Impostare momenti regolari per rivedere e valutare le decisioni di investimento può aiutare a identificare e correggere scelte influenzate dal bias di conferma.

La Paralisi da Analisi e la Sovra-informazione nel Campo della Finanza

Nell’era dell’informazione, siamo sommersi da una quantità senza precedenti di dati, notizie e analisi. Mentre l’accesso a tali informazioni può sembrare un vantaggio, troppo spesso può portare a una “paralisi da analisi” o alla sovra-informazione. Entrambe queste dinamiche sono particolarmente rilevanti nel settore finanziario, dove le decisioni ben ponderate sono cruciali.

La paralisi da analisi si verifica quando un individuo diventa talmente coinvolto nel processo decisionale che si trova incapace di prendere una decisione effettiva. Questo può essere causato dall’analisi eccessiva dei dati, dal tentativo di considerare troppi fattori o semplicemente dalla paura di prendere la decisione sbagliata.

Chi si trova in questa situazione potrebbe ad esempio ritardare l’acquisto di un’azione perché è impegnato a studiare ogni singolo aspetto dell’azienda, perdendo potenzialmente opportunità di mercato.

La sovra-informazione, come suggerisce il nome, si verifica quando un individuo ha accesso a così tante informazioni che diventa difficile elaborarle e utilizzarle efficacemente. Invece di aiutare, l’abbondanza di informazioni può confondere e offuscare la chiarezza.

Sono situazioni nelle quali si potrebbe anche essere colpiti da stress ed ansia associati al processo decisionale.

Diventa allora fondamentale concentrarsi sulle informazioni più rilevanti e pertinenti al proprio obiettivo specifico, darsi una scadenza per prendere una decisione, e magari anche utilizzare alcune tecniche di riduzione dello stress.

Avversione alla Perdita e Asimmetria del Rischio

avversione alle perdite finanza comportamentale

Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno introdotto l’idea che le persone temono le perdite più di quanto desiderino guadagni equivalenti.

In altre parole, la sofferenza psicologica di perdere una determinata somma di denaro è generalmente percepita come maggiore rispetto al piacere derivante dal guadagnare la stessa somma.

Questo può portare a comportamenti irrazionali. Vediamo alcuni esempi nell’ambito finanziario:

  1. Vendita Prematura: Un investitore potrebbe vendere un asset che ha avuto un leggero guadagno per “assicurarsi” quel guadagno, pur avendo la possibilità di maggiori rendimenti in futuro.
  2. Trattenere Investimenti in Perdita: Al contrario, l’investitore potrebbe trattenere un investimento in perdita nella speranza che si riprenda, evitando di realizzare la perdita.

Collegato al concetto di avversione alle perdite troviamo anche quello di asimmetria del rischio, che si riferisce alla tendenza delle persone a percepire in modo diverso i rischi associati alle potenziali perdite rispetto ai potenziali guadagni.

Le persone più esposte a questa asimmetria tendono a scegliere asset con rendimenti potenzialmente più bassi ma percepiti come “più sicuri” per evitare il rischio di perdite significative, anche se ciò potrebbe limitare il potenziale di crescita del suo portafoglio.

Conclusioni

Mentre la finanza comportamentale è fondamentale nel mondo degli investimenti, ha anche applicazioni nella vita di tutti i giorni. Comprendere come le emozioni influenzano le decisioni può aiutare in situazioni come la negoziazione del prezzo di un’auto o di una casa, ma anche sugli acquisti di impulso e tutte le trappole del marketing di cui parleremo in un prossimo post.

Per difendersi dagli errori di giudizio presentati in questo articolo e de-contaminare le decisioni dobbiamo sempre tenere presente l’importanza di diversificare gli investimenti, in modo che eventuali scelte viziate siano compensate da altre prese in circostanze meno condizionate.

Molto utile anche automatizzare gli investimenti, ad esempio con i piani di accumulo mensili. In questo modo, mantenendo molta regolarità negli acquisti, si riduce la tentazione di prendere decisioni basate sulle emozioni.

E da ultimo, ma non importante, utilizzare sistemi come GNUCash e un metodo di finanza personale in partita doppia, come presentato in molti articoli di questo blog, offre una visione oggettiva e imparziale delle tue finanze.

Le emozioni e i bias cognitivi giocano un ruolo significativo nelle nostre decisioni finanziarie.

Attraverso la comprensione e l’applicazione dei principi della finanza comportamentale, possiamo prendere decisioni più informate e costruire un futuro finanziario più stabile. In un mondo in continua evoluzione, con nuove sfide e opportunità che emergono regolarmente, avere una solida comprensione della relazione tra mente e denaro è fondamentale.

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